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 "I Contratti di Convivenza"

 

 Il Consiglio Nazionale del Notariato ha approvato un progetto incentrato sul tema Accordi patrimoniali di convivenza, al fine di posizionare il Notariato nei confronti dell’opinione pubblica quale interlocutore privilegiato sul tema delle convivenze.

Il progetto denominato “Contratti di Convivenza Open Day”, su una materia di stretta attualità che riguarda una percentuale elevata della popolazione italiana,  ha  lo scopo principale di accreditare i notai come i professionisti più qualificati nell’offrire consulenza e soluzioni giuridiche, coerenti con l’attuale normativa, nella materia dei “patti di convivenza”

Il progetto “Contratti di Convivenza ", valorizzando le tipiche funzioni notarili di adeguamento,   mira a regolamentare gli aspetti patrimoniali della convivenza nel rispetto della vigente legislazione, e potrebbe inoltre contribuire a indurre il legislatore ad accelerare l'approvazione di un adeguato pacchetto normativo, che regolamenti la materia.

 Il Progetto prevede che il notaio si ponga in una funzione adeguatrice della volontà privata in tale materia al fine di fornire adeguate risposte tecniche e operative alle esigenze e agli interessi prospettati dai clienti, nonché  per fornire approfondimenti sul tema  delle convivenze e illustrare gli aspetti economici e patrimoniali che i conviventi possono disciplinare dal Notaio, nel rispetto della legge italiana, attraverso i patti di convivenza.

Il tutto in una prospettiva diretta a consentire la possibilità di concepire, nello studio del notaio, il regolamento contrattuale più confacente alla specificità della convivenza more uxorio, di cui i partner chiedono la regolamentazione.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat con il “Report 2011 sui matrimoni” (http://www.istat.it/it/archivio/75517), vi è una “progressiva diffusione delle unioni di fatto, che da circa mezzo milione nel 2007 sono arrivate a quota 972 mila nel 2010-2011. In particolare, sono proprio le convivenze more uxorio tra partner celibi e nubili ad aver fatto registrare l’incremento più sostenuto, arrivando ad un numero pari a 578 mila nel 2010-2011”.

Nello stesso periodo i matrimoni sono invece calati del 5% annuo e nel 2012 ne sono stati celebrati poco più di 200.000.

Le coppie di fatto, pertanto, che vogliono definire le "regole" della propria convivenza possono farlo solo attraverso lo strumento del "contratto di convivenza", come accordo scritto che, oltre a disciplinare la facoltà di assistenza reciproca, in tutti i casi di malattia fisica o psichica,, o la designazione di un amministratore di sostegno, può regolamentare l'assetto patrimoniale della convivenza (abitazione, spese, contratto di locazione, subentro, affidamento dei figli, ecc.), sia prima che essa abbia inizio o durante il rapporto stesso e che  disciplini  sia la vita del rapporto esia  la sua eventuale cessazione.

Per un’informazione completa sul tema, è stata presentata  a Milano il 7 marzo , la decima Guida per il Cittadino: “La convivenza, regole e tutele della vita insieme”, realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato e 11 tra le principali Associazioni dei Consumatori (Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori).

Il vademecum fornisce consigli utili a tutelare gli interessi di coloro che, per scelta o impedimento giuridico, non sono sposati ma desiderano condividere la propria vita.

La Guida aiuta a chiarire le differenze - in termini di diritti e doveri- tra una coppia sposata e una coppia di conviventi; dando al contempo indicazioni per regolare aspetti fondamentali come la gestione della casa di residenza comune o il suo acquisto, le decisioni su mantenimento, istruzione ed educazione dei figli, l’assistenza in caso di malattia e incapacità di uno dei due partner, nonché le disposizioni sulla successione anche per quanto riguarda i figli nati fuori dal matrimonio.

Questa Guida è consultabile e scaricabile cliccando qui di seguito. 

clicca sotto

I "Contratti di Convivenza".

 

I contratti di Convivenza

La rilevanza conseguita dal fenomeno delle convivenze non fondate sul matrimonio merita una ancor maggiore riflessione, in epoca recente, a seguito anche della recente giurisprudenza della Suprema Corte che ha attribuito alle convivenze more uxorio (anche omosessuali) il rango di “formazione sociale ex art. 2 della Costituzione”.

Assume quindi, oggi,   grande importanza una riflessione sulle questioni civilistiche e sulle tematiche connesse al concreto atteggiarsi delle relazioni affettive, nell’ottica di una regolamentazione patrizia, di interessi patrimoniali e non, che tipicamente scaturiscono da una relazione a forte connotazione affettiva.

I “Contratti di Convivenza” si pongono quindi come strumento esclusivo (in assenza di un intervento legislativo) volto a stabilire un regolamento contrattuale finalizzato a disciplinare e concordare pattiziamente i molteplici profili patrimoniali e morali connessi al vivere insieme come coniugi. 

La ampia varietà delle tematiche e dei profili suscettibili di regolamentazione possono sintetizzarsi, senza alcuna pretesa di esaustività o completezza, in quattro grandi categorie di “contratti di convivenza”, caratterizzate dagli obiettivi e dagli interessi  oggetto di disciplina:

I)                   Disciplina della convivenza nella sua attualità quotidiana: contribuzione alle spese, assistenza, imputazione dei redditi, ecc.

II)                Disciplina della eventuale cessazione della convivenza: mantenimento del partner più debole, godimento della casa, appartenenza dei cespiti acquisiti in costanza di convivenza, ecc.

III)             Disciplina della successione mortis causa: strumenti e clausole da inserire nella scheda testamentaria o istituti alternativi (ad es. trust)

IV)             Disciplina della assistenza morale e spirituale in caso di malattia: assistenza in caso di malattia, delega all’ottenimento di dati e informazioni, delega per il rilascio di consensi in caso di incapacità, designazione dell’amministratore di sostegno, ecc.

Le categorie sopra evidenziate, oltreché esser suscettibili di una contrattazione specifica e autonoma per ciascun oggetto, possono essere anche tutte recepite in un unico contratto di convivenza che regolamenti la convivenza in tutti i suoi aspetti.

 

La "Guida" ai Contratti di Convivenza